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E’autunno: lampi e tuoni in abbondanza

L’autunno, secondo il calendario meteorologico, è il periodo dell’anno che inizia il primo giorno di settembre e termina l’ultimo giorno di novembre. Quasi sempre, in coincidenza dell’equinozio di autunno (22-23 settembre), la circolazione atmosferica assume nel nostro emisfero una spiccata instabilità. L’aria fredda in arrivo dal nord-Atlantico irrompe nel Mediterraneo per la prima volta dopo la quiete estiva e l’Italia subisce il primo intenso peggioramento di stampo autunnale, denominata anche come la”tempesta equinoziale”, che sancisce il definitivo cambio di stagione.

Il mare, grazie alle alte temperature della stagione estiva, assume via via un ruolo di primo piano nello sviluppo di una serie di depressioni che danno vita a maestosi sistemi temporaleschi, capaci di sfornare grossi quantitativi di pioggia cumulata in un lasso di tempo brevissimo oltre che a provocare un quantità sempre maggiore di fulmini pericolosi.

La superficie marina, in effetti, rappresenta un vero serbatoio di energia. Le prime infiltrazioni fredde in arrivano da nord impattano su questo immenso lago caldo alimentandone sensibilmente i contrasti. Se nella stagione estiva, le zone bersagliate dai temporali erano quelle prospicienti le catene montuose e le aree interne della nostra penisola, nella stagione autunnale sono le coste quelle maggiormente colpite dai temporali marittimi. I mesi di ottobre e di novembre sono quelli che dispensano un maggior numero di temporali perché si accentua sensibilmente il divario tra il nord-Europa, già in vesti pienamente invernali, e le zone mediterranee ove permangono sacche di aria calda di origine sub-tropicale.

La nostra penisola è stata già investita nel corso del mese di settembre dai primi intensi temporali autunnali. In particolare intorno al 10 settembre e tra il 6-7 ottobre 2013 la Regione Campania è stata interessata da una serie di celle temporalesche che hanno scaricato a terra circa 60-100mm di pioggia in vaste zone del territorio campano, provocando vari disagi a Napoli, Caserta e Benevento, raggiunte da vere e proprie tempeste di fulmini che hanno letteralmente messo fuori uso l’intera rete elettrica e di telecomunicazioni.

Ma come riconoscere i temporali più pericolosi?

Una fitta rete di stazioni meteorologiche poste su vari punti della Regione Campania, infatti, fornisce ogni giorno una grande mole di dati adottata dai centri di calcolo per l’inizializzazione dei modelli fisico-matematici.

L’attività di monitoraggio viene svolta mediante l’ausilio di centraline in situ e attraverso un radar meteorologico. Quest’ultimo offre la possibilità di stimare in tempo reale della quantità di pioggia con una risoluzione di 300m e di individuare i fronti temporaleschi fino a una distanza di 72 km dal Golfo di Napoli, che grazie al supporto di computer e modelli matematici ad altissima risoluzione, riescono a stabilire le condizioni meteo-marine che farà a breve e medio termine.

Con l’ausilio di mappe di fulminazioni e di immagini satellitari, in tempo reale, è possibile con largo anticipo, individuare poi l’esatta evoluzione e direzione delle celle temporalesche più violente e in tal caso sarà compito della protezione civile stimare ed emettere un eventuale avviso di allerta meteo.

L’autunno, insomma, è una stagione molto dinamica, che sa alternare periodi di forte maltempo a giornate assolate più tipiche della tarda estate.