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I venti tipici del Mediterraneo

Chi di noi non conosce la rosa dei venti? Il suo nome è dovuto alla disposizione dei rombi che la compongono e che in origine indicavano le direzioni da cui soffiano i venti.

Le quattro punte principali indicano i punti cardinali ( in senso orario: Nord, Est, Sud, Ovest); le successive quattro punte  indicavano invece i punti intercardinali( Nord-est, Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Ovest).

La tramontana ad esempio è un vento freddo e secco proveniente da Nord e che interessa le regioni del medio e alto versante tirrenico ed è più frequente nei mesi invernali con condizioni di alta pressione sull’Europa occidentale e di bassa sui Balcani. Esso porta generalmente ampie schiarite e visibilità eccellente. Il nome deriva dall’aggettivo tramontano, cioè ”oltre il monte”, che in questo caso si riferisce a un vento che proviene da oltre le Alpi, quindi da Settentrione. La Pianura Padana e le valli alpine invece, che si trovano sottovento a questo tipo di circolazione, sono spesso interessate da venti di caduta noti come Foehn o Favonio, molto asciutti e caldi.

La Bora è un vento molto freddo proveniente da Nord-Est ed è tipico delle regioni del medio-alto versante adriatico, soprattutto a Trieste. D’inverno la bora, che nelle regioni delle regioni meridionali prende il nome di Grecale, è la principale responsabile delle ondate di freddo che interessano la penisola italiana, con nevicate a quote anche basse sulle regioni adriatiche e al Sud.

Il Levante è prende il nome dal punto cardinale da dove spira, EST. Si genera quando è presente una depressione tra le coste Africane e le Isole Maggiori o sullo Ionio Meridionale. La bassa pressione richiama correnti orientali dai Balcani verso l’Italia, analogamente a quanto succede con la bora, anche se in questo caso le correnti associate sono generalmente meno fredde.

Il vento proveniente da Sud viene chiamato Ostro. La configurazione barica e la fenomenologia associata sono molto simili allo Scirocco. Quest’ultimo è un dei venti che più frequentemente spirano sui nostri bacini. E’ un vento tiepido d’Inverno e in tardo Autunno, caldo negli altri periodi dell’anno. Esso è in origine un vento caldo e secco, ma nell’attraversare il Mediterraneo, giunge umido sulle nostre regioni apportando nuvolosità e fenomeni soprattutto al settentrione. Tale vento raccoglie grandi quantità di sabbia dal Sahara e può dar luogo ad una colorazione giallastra o rossastra delle nubi e a precipitazioni contenente pulviscolo. Altro fenomeno che si ricollega direttamente allo spirare dello scirocco è quella dell’alta marea sulle Lagune Venete, specie in concomitanza di alta marea astronomica e di forti venti da sud-est che interessano l’Adriatico, favorendo l’innalzamento del livello di superficie del mare. Si genera quando una depressione è in avanzamento da ovest e ad est è posto un anticiclone di blocco. In Estate, lo Scirocco si associa spesso all’arrivo dell’anticiclone nord-africano sulla nostra penisola con forti ondate di caldo.

Il Libeccio spira da sud-ovest ed è attivato dal passaggio delle perturbazioni atlantiche. Provoca intense precipitazioni sulle regioni tirreniche, tipico dell’autunno e dell’inverno, stagioni nelle quali può provocare intense mareggiate, specie su Lazio e Campania. Pur essendo un vento tiepido, esso non provoca particolari innalzamenti delle temperature, specie se la direzione del vento assume una componente più occidentale, similmente quanto accade con il ponente. In estate il vento di libeccio tende ad avere effetti simili al Foehn sulle regioni del versante adriatico, generando un vistoso aumento delle temperature su queste zone.

Il Maestrale è temutissimo da agricoltori e navigatori, in quanto è capace di raggiungere punte di velocità ragguardevoli ed è spesso responsabile di burrasche ed intense mareggiate intorno la Sardegna e la Corsica. E’ un vento che spira da Nord-Ovest e può soffiare sia in presenza di una rimonta di alta pressione sul Mediterraneo Occidentale, sia per un irruzione di aria artica che entra nel Mediterraneo dalla porta del Rodano.

Insomma l’Italia, estesa in latitudine e in longitudine e grazie alla presenza delle catene montuose, presente caratteristiche diverse di clima anche grazie all’esposizione a particolari tipi di venti.